
Data evento: 12 novembre 2025 - ore 18:00
Luogo: Sede di Brescia Attiva - Via Sardegna, 8 (BS)
Gaza: terra e corpi feriti
La situazione ambientale e sanitaria a Gaza
Mercoledì 12 novembre, nella sede di Brescia Attiva, si è tenuto l’incontro “Gaza: terra e corpi feriti”, moderato da Mariam Ghassan. Due interventi hanno guidato la serata: quello dell’avvocato Pietro Garbarino, che ha presentato un approfondimento sull’impatto ambientale della guerra nella Striscia di Gaza, e due mediche di Sanitari per Gaza, insieme a due professionisti palestinesi di PalMed Italia, che hanno raccontato la situazione sanitaria attuale.
Una terra resa quasi invivibile
Per comprendere la situazione, è utile ricordare che la Striscia di Gaza è un territorio di soli 365 km² — circa un tredicesimo della provincia di Brescia — abitato da due milioni di persone. Il quadro fornito dall’avv. Garbarino è drammatico e supportato da dati puntuali.
Ad oggi si stimano:
- oltre 100.000 tonnellate di bombe sganciate;
- 78% degli edifici distrutti o inagibili;
- sistemi idrico e fognario completamente devastati;
- vaste aree stradali rese impraticabili;
- 95% degli alberi abbattuti e il 96% dell’agricoltura perduta;
- pesca drasticamente ridotta.
Le conseguenze ambientali sono evidenti: livelli altissimi di inquinanti chimici (metalli pesanti, uranio impoverito, fosforo bianco) e rischi legati alla diffusione di agenti patogeni. La Striscia è oggi coperta da oltre 40 milioni di tonnellate di macerie: la sola bonifica richiederà, quando sarà possibile avviarla, dai 10 ai 15 anni, con una produzione stimata di 90.000 tonnellate di CO₂.
Una sanità al collasso
- Il quadro sanitario descritto dalle e dai professionisti presenti è altrettanto critico:
- il 96% delle strutture mediche risulta distrutto o gravemente danneggiato;
- circa 1.600 operatori e operatrici sanitarie sono stati uccisi;
- l’evacuazione dei feriti gravi, tra cui molte bambine e bambini, è spesso l’unica possibilità.
Ad oggi sono circa 8.000 le persone trasferite per cure: 4.000 in Egitto e in altri paesi medio-orientali; in Europa poche centinaia, di cui circa 200 in Italia.
La mancanza di farmaci aggrava ogni condizione:
- 2.000 pazienti oncologici sono senza terapia;
- impossibile garantire cure cardiovascolari e trattamenti salvavita come la dialisi;
- circa 50.000 gravidanze sono prive di assistenza;
- la malnutrizione è diffusa e causa diretta di mortalità e di nuove patologie, con effetti destinati a segnare per anni la crescita fisica e psicologica delle persone più giovani (il 50% della popolazione).
Una situazione simile emerge anche dalla Cisgiordania, dove persistono forti disparità tra le corsie dedicate a persone ebree e quelle rivolte alle persone palestinesi. L’embargo continua a riguardare medicinali e vaccini. Inoltre, ancora oggi le famiglie affrontano enormi difficoltà nel riconoscimento dei corpi dei prigionieri restituiti.
Il racconto dei professionisti di PalMed Italia
Il medico palestinese intervenuto ha richiamato i legami tra collasso ambientale e salute: l’aumento di nascite con malformazioni, il numero crescente di aborti spontanei e, più in generale, un quadro che preoccupa anche parte della popolazione israeliana, da cui — dopo il 7 ottobre — oltre 80.000 persone sono emigrate.
PalMed, fondata nel 2008 con una rete a livello europeo, di cui Brescia è la sede centrale per l’Italia, opera oggi in un territorio in cui, su 38 ospedali, 22 sono stati distrutti e 16 danneggiati. Secondo le stime, almeno 20.000 persone con gravi patologie avrebbero bisogno di un trasferimento sanitario fuori dalla Striscia.
L’organizzazione si occupa di:
- ambulatori mobili per interventi urgenti, visite e terapie;
- delegazioni mediche (28 dall’inizio del conflitto) operative per alcune settimane sul posto;
- invio di farmaci, inclusi gli anestetici: l’ultimo invio, a settembre, contava 13 camion;
formazione a distanza, che ha permesso a numerose studentesse e studenti di completare il percorso universitario nonostante la distruzione degli atenei.
Tenere accesa l’attenzione
Gli interventi si sono chiusi con un appello condiviso: continuare a informare, sostenere le realtà sanitarie impegnate nella Striscia e promuovere forme di pressione nonviolenta — come il boicottaggio di specifici prodotti — e mantenere alta l’attenzione sulle conseguenze di lungo periodo del genocidio, che segneranno la vita delle comunità palestinesi per generazioni.
Per approfondire:
- Gaza, guerra alla biosfera – IRPI Media https://irpimedia.irpi.eu/gaza-ecocidio-scolasticidio/
- Un bulldozer per demolire Gaza – Internazionale https://www.internazionale.it/notizie/2025/10/30/articoli-online-1638
- Medicina Democratica – “Sanità a Gaza” https://www.medicinademocratica.org/wp/?p=15789
- PalMed https://www.palmeditalia.it/
Tag: Palestina


