
6 Marzo 2026
Referendum giustizia: facciamo chiarezza
Il 22 e 23 marzo, siamo chiamatə a votare al referendum costituzionale per esprimere con un SÌ o con un NO la nostra opinione su un’eventuale modifica al testo della nostra costituzione.
N.B.: Per i referendum costituzionali non c’è quorum! Il risultato sarà deciso per maggioranza (50+1) delle persone votanti.
Cosa voteremo il 22 e 23 marzo?
Questo referendum è stato chiamato con tanti nomi (referendum giustizia, riforma nordio, referendum sulla separazione delle carriere, ecc.), ma il suo nome legale e completo è: Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare.
Le norme della Costituzione modificata prevedono, in sintesi:
- Istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri;
- Estrazione a sorte dei loro componenti;
- Creazione di un'Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari.
Il referendum ha scatenato un dibattito politico senza esclusioni di colpi (spesso di bassissimo livello). Ha portato a un’estrema politicizzazione, rendendo poco chiare le reali conseguenze dell’approvazione delle modifiche alla Costituzione. A fronte di quesiti tecnici già molto complessi, il dibattito ha ulteriormente confuso le idee alla cittadinanza.
Se chi ci governa ha tutto l’interesse a mantenere il livello dell’informazione basso, il dibattito becero e le persone confuse, noi vogliamo provare a fare un po’ di chiarezza.
Informazioni per avere le idee più chiare sul “Referendum giustizia”
Clicca sulle voci qui sotto per approfondire i vari punti!
E per saperne di più?
Guarda la registrazione del dibattito che abbiamo organizzato per aiutare a un voto informato e consapevole.
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