6 ottobre 2026

Teleriscaldamento a Brescia: +17% in bolletta da inizio anno anche se dipende poco dal gas fossile.
Serve trasparenza sui costi e un tavolo di confronto in vista dell’accensione riscaldamenti il 15 ottobre

Il prezzo del teleriscaldamento cittadino è aumentato di circa il 17% dall’inizio del 2026 in seguito agli shock energetici globali. 

Il prezzo del kWh fornito alle utenze individuali con tariffa monomia è salito da 0,107031€ a 0,125273 €.

Esaminando i prezzi pubblicati da A2A, il corrispettivo applicato ai consumi di marzo è aumentato dell’11,14% rispetto a febbraio, proprio nel mese in cui il conflitto con l’Iran ha provocato una brusca impennata dei prezzi energetici internazionali. 

Considerando che a Brescia, nel periodo fra marzo e agosto, la totalità del calore immesso in rete viene generato bruciando rifiuti e recuperando calore, senza utilizzo di gas fossile, non si capisce quindi perché il prezzo del calore sia aumentato in misura così rilevante. 

Riteniamo che in vista della riaccensione dei riscaldamenti il 15 ottobre servano soluzioni urgenti per ridurre le bollette e salvaguardare i cittadini dall’aumento del costo della vita.

Brescia Attiva – Associazione politico-culturale
Alleanza Verdi-Sinistra Brescia

Questo aumento merita di essere spiegato, soprattutto alla luce di come viene realmente prodotto il calore distribuito in città per riscaldare le case dei bresciani.
Infatti a Brescia il gas fossile (che ha subito un fortissimo rialzo di prezzo) pesa relativamente poco nella produzione del calore, ma molto di più nel meccanismo utilizzato per aggiornare il prezzo del teleriscaldamento.

Secondo i dati A2A – nel corso dell’intero 2025 – l’84% del calore immesso nella rete di Brescia proveniva da fonti non fossili (soprattutto termoutilizzatore e recupero di calore dai cascami energetici industriali) mentre solo il restante 16% proveniva da gas fossile. 

Il prezzo pagato nelle bollette dei bresciani, però, non rispecchia la reale composizione della produzione del calore locale. Infatti, A2A – per tutte le sue reti di teleriscaldamento in Italia – applica un unico metodo di calcolo , non considerando quanto gas fossile viene davvero utilizzato per la specifica rete cittadina. E questo, nell’attuale crisi energetica mondiale con gli altissimi prezzi del gas fossile, pesa sempre di più sulle tasche dei cittadini – soprattutto in vista dell’arrivo del freddo.

La formula utilizzata da A2A lega il prezzo del calore venduto dalla rete del teleriscaldamento in parte al prezzo del gas (per il 45,3%) ed in parte al prezzo dell’energia elettrica (per la restante quota del 54,7%).

Gli incrementi dei prezzi del gas nel periodo dal 1° gennaio al 31 luglio di quest’anno sono stati rispettivamente di circa il 50% per il gas (prezzoTTGm) e del 40% (prezzo PUNm).

Il tema che evidenziamo è che nel caso specifico la città di Brescia, che ospita il più grande termoutilizzatore d’Italia con il 95% dei rifiuti bruciati prodotti al di fuori dell’ambito cittadino, meriti almeno un trattamento tariffario di riguardo.

Non riteniamo corretto che il calore fornito ai bresciani sia calcolato come se fosse prodotto con gas fossile ed energia elettrica.

Elaborazione grafica Brescia Attiva, dati A2A

È una questione che la stessa ARERA ha evidenziato a livello nazionale. L’Autorità ha rilevato che, nelle reti che utilizzano ampiamente fonti diverse dal gas fossile, generando calore quasi completamente  con la combustione di rifiuti  si possono creare extra profitti e per questa ragione da alcuni anni è aperto un confronto con i gestori delle reti di teleriscaldamento per giungere ad un calcolo del prezzo del calore fornito che tenga conto dei costi effettivi di produzione e distribuzione. 

ARERA non è ancora giunta alla definizione di una formula unica valida su tutto il territorio nazionale e pertanto il calcolo della variazione del prezzo del calore è ancora di totale competenza dei gestori locali come A2A – e bisognerebbe tenerne conto nella determinazione della tariffa in attesa che prenda forma dall’1.1.2027 il nuovo sistema di regolazione delle tariffe

Chiediamo ad A2A maggiore trasparenza, rendendo disponibili in modo chiaro i costi effettivi di produzione e approvvigionamento del calore della rete di Brescia. L’obiettivo dovrebbe essere garantire in primis bollette più basse possibili ai cittadini – più che creare bonus per aiutarli successivamente – cominciando con uno stop ai rincari che riporti il prezzo a quello di inizio anno.

Chiediamo inoltre al Comune di Brescia di promuovere un tavolo di  confronto con A2A sul teleriscaldamento cittadino, per verificare la coerenza tra prezzi applicati, costi effettivi e mix energetico locale e valutare se sia necessario un meccanismo d

Francesca Cocchi e Giovanni Mori, Portavoce Brescia Attiva
Mattia Datteri, Alleanza Verdi Sinistra Brescia

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